La storia
Chi è chi tra i paladini
Il cast dei pupi siracusani: Carlo Magno, Orlando, Rinaldo, Angelica, Bradamante, Ruggiero, i re saraceni e Gano, e come riconoscere ciascuno.
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I pupi raccontano il ciclo carolingio: Carlo Magno e i suoi paladini contro gli invasori saraceni, come lo rielaborarono i poeti del Rinascimento italiano. Gli eroi che incontrerete più probabilmente sono Orlando, il campione; suo cugino Rinaldo; Angelica, la principessa che entrambi amano; Bradamante, la cavaliera vestita di bianco; e Ruggiero, il saraceno che lei ama. Il villain è Gano il traditore. I cavalieri cristiani indossano emblemi di famiglia; i saraceni portano turbanti e mezzelune.
Da dove nascono le storie
La Materia di Francia, detta anche ciclo carolingio, è il corpus di leggende medievali su Carlo Magno e i suoi paladini, nato dalle chansons de geste in antico francese. I paladini, o Dodici Pari, erano i cavalieri più illustri della sua corte, e i loro nomi variano da fonte a fonte, anche se Orlando è sempre a capo di tutti. I poeti italiani rielaborarono poi il ciclo con maggiore fantasia e più romanticismo: l'Orlando innamorato del Boiardo e l'Orlando furioso dell'Ariosto. I teatri dei pupi siciliani trassero ispirazione da quei poemi, attraverso un adattamento in prosa pubblicato a dispense dal 1858.
Carlo Magno e Orlando
Carlo Magno è l'imperatore incoronato che i cavalieri cristiani servono; quello storico fu incoronato imperatore a Roma nell'800. Il suo grande campione è Orlando, il Roland italiano. Il Roland storico morì al passo di Roncisvalle nel 778, e la Canzone di Orlando narra della sua morte eroica in quel luogo. La leggenda lo arma con la spada Durlindana e l'olifante, un corno. Nel poema dell'Ariosto il suo amore per Angelica lo spinge alla follia, la scena raffigurata nel manifesto dipinto dei pupi qui mostrato.
Rinaldo e Bradamante
Rinaldo, il Renaud de Montauban italiano, nacque come uno dei Quattro Figli di Aimone, fratelli che combatterono una lunga guerra contro Carlo Magno dopo che Rinaldo uccise uno dei nipoti dell'imperatore. Cavalca Baiardo, un cavallo incantato, e nei poemi italiani è cugino di Orlando e suo rivale per Angelica. Sua sorella Bradamante è cavaliere a pieno titolo: vestita di bianco, con uno scudo bianco e una lancia magica che disarciona chiunque tocchi. Nell'Orlando furioso è lei a liberare Ruggiero dalla prigione del mago.
Angelica, Ruggiero e il nodo degli amanti
Angelica giunge alla corte di Carlo Magno come principessa del Catai e mette ogni cavaliere in gara per conquistarla. Sfugge a tutti, viene salvata da un mostro marino dal cavaliere saraceno Ruggiero e alla fine sposa Medoro, un semplice soldato: è questa la notizia che fa impazzire Orlando. Ruggiero, cresciuto in Africa dal mago Atlante, combatte per i Saraceni finché non si innamora di Bradamante, si converte e la sposa. La loro storia attraversa l'Orlando furioso dall'inizio alla fine.
Il fronte saraceno
I Saraceni sono i nemici dei paladini, e i poemi attribuiscono loro re splendidi. Agramante, re d'Africa, guida l'invasione della Francia. Rodomonte, re di Sarza e d'Algeri, assedia Carlo Magno a Parigi e si vanta a tal punto che il suo nome è diventato la parola rodomontata; muore in duello con Ruggiero durante le nozze. Ferraù, cavaliere saraceno, è un altro habitué del ciclo. Sul palcoscenico dei pupi i Saraceni hanno lineamenti più affilati, indossano pantaloni e turbanti e portano mezze lune e stelle sulle armature.
Astolfo e il viaggio sulla Luna
Astolfo, il paladino inglese e cugino di Orlando e Rinaldo, è l'eroe comico del ciclo. Possiede una lancia d'oro che disarciona gli avversari, un corno magico il cui suono mette in fuga i nemici e un libro di incantesimi con indice alfabetico. Quando Orlando perde il senno, Astolfo parte sull'ippogrifo, il cavallo volante, per trovare una cura, poi cavalca un carro fiammeggiante fino alla Luna, dove finisce tutto ciò che si perde sulla Terra, e riporta il senno di Orlando in una bottiglia. Episodi come questo sono il motivo per cui il ciclo non è mai rimasto a corto di materiale.
Gano, il traditore
Ogni ciclo ha bisogno di un villain, e questo ha Gano di Maganza, il Ganelon italiano. Nella Canzone di Rolando egli nutre rancore verso il figliastro Orlando e tradisce l'esercito di Carlo Magno consegnandolo ai Saraceni, il che porta all'imboscata di Roncisvalle. Il tradimento della casa di Maganza divenne proverbiale in Italia. Ogni volta che Gano compare nella storia, il tradimento è raramente lontano, e saperlo da solo ti dice molto su una scena.
Come distinguerli sulla scena
I cavalieri cristiani sono scolpiti con volti gentili e simmetrici, indossano una gonna corta sopra l'armatura e portano gli emblemi di famiglia su elmo, corazza e scudo, così che il pubblico possa riconoscerli. I Saraceni hanno tratti più marcati. I personaggi senza armatura, come dame, servitori e figure comiche, formano un gruppo a parte. Osservate gli scudi: una volta individuato l'emblema di Orlando o di Rinaldo, potrete seguirli attraverso qualsiasi battaglia.
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Fonti